Dalle banchine di Traiano alle acque termali: Civitavecchia racconta duemila anni di storia
“Le cento camere dell’Imperatore” è un percorso tematico esperienziale a Civitavecchia che ripercorre la nascita e lo sviluppo della città come grande porto dell’Impero romano e importante zona termale del litorale laziale. Dopo l’eruzione del Vesuvio e il progressivo interramento del porto di Ostia, per sostenere l’espansione economica di Roma l’imperatore Traiano potenziò il sistema dei porti di approvvigionamento, creando scali più moderni e capienti come Portus e il nuovo nucleo portuale di Civitavecchia. L’insediamento, probabilmente abitato già in età etrusca, assume un vero assetto monumentale in età traianea, come testimoniano ancora oggi i resti della Darsena antica e del Molo del Lazzaretto, opere portuali che raccontano l’altissimo livello raggiunto dall’ingegneria edilizia e nautica romana. La visita alla città antica continua nel tessuto urbano storico, riconoscibile nell’area dell’antico Foro all’incrocio tra Decumano Massimo e Cardo Massimo (oggi Corso Marconi), e nei resti dell’acquedotto romano. I reperti più significativi rinvenuti in città e nel territorio circostante sono conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia, tappa fondamentale dell’itinerario. A breve distanza dal centro urbano, il percorso si estende verso le Terme Taurine, uno dei complessi termali romani meglio conservati, con ambienti specializzati per funzioni diverse e una ricca decorazione che ha reso celebri queste “grandi terme romane”. Le sorgenti sulfuree della Ficoncella, tuttora frequentate, chiudono il viaggio nella dimensione del benessere: qui le acque termali sono ancora utilizzate per abluzioni e trattamenti terapeutici, mantenendo viva una tradizione che affonda le radici nell’epoca antica. Un itinerario ideale per chi vuole conoscere Civitavecchia archeologica, tra porti imperiali, terme romane e acque calde ancora in uso.